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Legge 3 Agosto 2017, n. 123 in Attuazione degli Obblighi in Materia di Riduzione dell’Utilizzo di Borse di Plastica

Vogliamo aiutarVi a fare chiarezza in merito all’introduzione della legge 3 Agosto 2017, n. 123 in attuazione degli obblighi in materia di riduzione dell’utilizzo di borse di plastica. Anzitutto Vi ricordiamo che possono liberamente circolare le borse di plastica biodegradabili e compostabili e le borse di plastica riutilizzabili che rispondano esclusivamente a queste caratteristiche:

Borse di plastica riutilizzabili con maniglia esterna:

— Negli esercizi che commercializzano generi alimentari le borse devono avere lo spessore della singola parete superiore a 200 micron e devono contenere una percentuale di plastica riciclata di almeno il 30%.

 — Negli esercizi che commercializzano esclusivamente merci e prodotti diversi dai generi alimentari le borse devono avere lo spessore della singola parete superiore a 100 micron e devono contenere una percentuale di plastica riciclata di almeno il 10%.

Borse di plastica monouso “leggere”:

Devono esserebiodegradabili e compostabili, certificate da organismi accreditati e rispondenti ai requisiti di biodegradabilità e di compostabilità. Queste infatti non hanno alcun limite di spessore del materiale della singola parete.

Sul sacchetto vanno apposti gli elementi identificativi del produttore, nonché diciture idonee ad attestare il possesso dei requisiti di legge (ad esempio “borsa per il trasporto, biodegradabile e compostabile UNI EN 13432:2002, prodotta da...”)

Borse di plastica riutilizzabili con maniglia interna:

— Negli esercizi che commercializzano generi alimentari le borse devono avere lo spessore della singola parete superiore a 100 micron e devono contenere una percentuale di plastica riciclata di almeno il 30% .

 — Negli esercizi che commercializzano esclusivamente merci e prodotti diversi dai generi alimentari le borse devono avere lo spessore della singola parete superiore a 60 micron e devono contenere una percentuale di plastica riciclata di almeno il 10% .

Borse sfuse-ultraleggere per alimenti:

Le borse di plastica in materiale ultraleggero sono quelle di spessore inferiore a 15 micron e sono quelle tipicamente usate per motivi di igiene alimentare (come avvolgere il pesce venduto al banco) o come imballaggio primario per alimenti sfusi, quali ad esempio la frutta e verdura (sono i tipici sacchetti che si trovano al supermercato accanto ai banchi di ortofrutta). 

a) dal 1° gennaio 2018, possono essere commercializzate esclusivamente le borse biodegradabili e compostabili e con un contenuto minimo di materia prima rinnovabile non inferiore al 40 per cento;

Come previsto per le borse di plastica per il trasporto (shopper), anche le borse di plastica in materiale ultraleggero non possono essere distribuite a titolo gratuito e a tal fine il prezzo di vendita per singola unità deve risultare dallo scontrino o fattura d'acquisto delle merci o dei prodotti imballati per il loro tramite.

Utilizzo di Borse Portate dall'Esterno per Asporto Prodotti Sfusi:

Un ulteriore chiarimento è relativo alla possibilità, da parte del consumatore che non intende pagare la borsa ultraleggera, di utilizzare, al posto della stessa, imballaggi portati dall'esterno del negozio. Il Ministero sottolinea come la nuova disciplina si applichi esclusivamente alle borse di plastica. 

Conseguentemente, ancorché qualunque pratica volta a ridurre l'utilizzo di nuove borse di plastica risulti indubbiamente virtuosa sotto il profilo degli impatti ambientali, il Ministero dell'Ambiente ritiene che sul punto la competenza a valutarne la legittimità e la conformità alle normative igienico-alimentari spetti al Ministero della Salute. Lo stesso Dicastero ha consentito l'utilizzo di sacchetti di plastica monouso, già in possesso della clientela, che però rispondano ai criteri previsti dalla normativa sui materiali destinati a venire a contatto con gli alimenti. Tali sacchetti dovranno risultare non utilizzati in precedenza e rispondenti a criteri igienici che gli esercizi commerciali potranno definire in apposita segnaletica e verificare, stante la responsabilità di garantire l'igiene e la sicurezza delle attrezzature presenti nell'esercizio e degli alimenti venduti alla clientela.

Come riconoscere, quindi, i sacchetti commercializzabili?

  • Bisogna far riferimento alla dicitura di conformità alla norma UNI EN 13432:2002 e cercare sul sacchetto la frase “Sacco biodegradabile e compostabile conforme alla norma UNI EN 13432:2002. Sacco utilizzabile per la raccolta dei rifiuti organici ” che di solito viene riportata lateralmente o nella zona frontale.
  • Ma soprattutto occorre cercare sul sacchetto i marchi degli organismi certificatori accreditati che attestano la certificazione della biodegradabilità e della compostabilità, come ad es. “OK Compost”, “Compostable” e “Compostabile CIC”. I loghi di tali Marchi sono inoltre dotati di un codice seguito da un numero (Sxxx o 7wxx) riferito a ogni azienda produttrice che deve assicurare anche la tracciabilità.

Per tutti i dettagli ralativi alla normativa potete fare riferimento ai file riportati in basso.

Vi ricordiamo che l’Unione Commerciuanti ha in essere, per i suoi associati, convenzioni con aziende che possono adattare i vostri registratori di cassa, e siamo a vostra disposizione qual’ora foste interessati.

Per quanto riguarda gli adempimenti fiscali Vi suggeriamo di rivolgerVi ai vostri commercialisti o al nostro Caf.