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AIUTI A FAMIGLIE E IMPRESE, OK AL NUOVO DECRETO

Il Consiglio dei ministri ha approvato il cosiddetto decreto “Aiuti”, un altro provvedimento per aiutare famiglie e imprese  a far fronte agli aumento innescati dalla crisi energetica. Una prima parte dei 14 miliardi che il Governo mette in campo servirà per intervenire su energia, carburanti e rincaro dei prezzi per le opere pubbliche, oltre che per misure a favore di una serie di enti pubblici, per i profughi e per le imprese più colpite dalle conseguenze dalla guerra. La seconda parte, da 6 miliardi verrà invece utilizzata per coprire un bonus da 200 euro una tantum per lavoratori e dipendenti con redditi fino a 35mila euro che sarà pagato "non appena tecnicamente possibile", presumibilmente tra giugno e luglio. I soldi che i datori di lavoro metteranno negli stipendi saranno rimborsati "al primo pagamento fiscale", ha promesso in conferenza stampa il premier Draghi. I fondi arriveranno attraverso "il proseguimento del prelievo straordinario sulle imprese produttrici, importatrici, rivenditrici di energia elettrica, gas e prodotti petroliferi per i quali si prevede un ulteriore prelievo del 15% sulla medesima base imponibile definita nel precedente intervento".

Ma le misure del provvedimento non finiscono qui. Tra quelle più rilevanti (vedi l’elenco completo nel comunicato del Cdm):

  • il taglio delle accise sui carburanti viene prorogato fino all'8 luglio e viene esteso anche al metano (per il quale è prevista anche una riduzione dell'Iva dal 22% al 5%);
  • gli interventi contro il caro-bollette a tutela di 5,2 milioni di famiglie (il cosiddetto "bonus bollette) vengono estesi fino al terzo trimestre;
  • vengono estese al 31 dicembre le garanzie sui prestiti bancari alle pmi e alle imprese maggiori attraverso la Sace.
  • viene prorogato dal 30 giugno al 30 settembre il termine per effettuare almeno il 30% dei lavori complessivi nelle villette unifamiliari ai fini dell'accesso al Superbonus 110%.

 

Anche in tema di credito e incentivi alle imprese “si evidenzia la necessità di prevedere interventi maggiormente incisivi. Bene le misure di supporto per le imprese direttamente danneggiate nei loro interscambi con Russia e Ucraina, ma occorre tener presente che le conseguenze della crisi stanno interessando uno spettro di attività imprenditoriali assai più ampie. Se è da valutare positivamente la maggiorazione del credito di imposta per investimenti in beni immateriali 4.0, c’è però la necessità di fare di più, in particolare per il potenziamento degli strumenti a supporto della liquidità delle imprese. Andrebbe quindi ampliato il regime straordinario delle garanzie collegate agli interventi del Fondo di garanzia PMI e di SACE S.p.a., con riguardo anche agli strumenti per la ristrutturazione dei prestiti in essere, in modo da favorire l’allungamento dei piani di ammortamento e diluire l’orizzonte temporale degli oneri a carico delle imprese. Con l’obiettivo di consentire una effettiva sostenibilità finanziaria delle imprese è necessario, inoltre, riattivare con urgenza la cosiddetta moratoria ex-lege dei debiti bancari, ripristinando contestualmente gli ambiti di maggiore flessibilità concessi dall’Autorità bancaria europea alle banche nel trattamento delle esposizioni oggetto di moratoria”.

Al di là del bonus di 200 euro “restano necessari ed urgenti – conclude Confcommercio - interventi di riduzione del cuneo fiscale e contributivo sul costo del lavoro, nonché di detassazione degli incrementi contrattuali. Infine, è da valutare attentamente l’impatto di filiera del ricorso all’incremento della tassa sui cosiddetti ‘extra-profitti’ delle aziende energetiche”.