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AGENTI DI COMMERCIO – LE PROVVIGIONI DI DURATA

Ai sensi dell’art. 1748 c.c. l’Agente ha diritto alla provvigione per tutti gli affari conclusi durante il contratto di agenzia quando l’operazione è stata conclusa per effetto del suo intervento. La stessa disposizione è contenuta anche nel prima comma dell’art. 6 dell’ A.E.C. 30.07.2014 settore Industria ed incidentalmente dal primo comma principi precedenti è che l’Agente ha diritto a percepire anche alle cosiddette provvigioni “di durata”, ovvero per le vendite “a consegne ripartite” conseguenti a contratti conclusi durante il rapporto di agenzia ed eseguiti anche dopo la cessazione dello stesso senza limiti di tempo. E’ indubbio che le provvigioni su tali affari spettino sempre all’agente che ha concluso l’affare o che comunque abbia promosso la stipulazione del contratto, anche successivamente alla conclusione del rapporto di agenzia fino a quando dura la fornitura o la consegna dei beni o dei servizi pertanto se ci sono dei contratti in essere al momento della cessazione del rapporto con consegne da effettuare dopo la conclusione del rapporto, l’Agente ha sempre diritto a percepire i relativi compensi provvigionali. Ma c’è di più. Ai sensi del citato art. 6 A.E.C. Industria, penultimo comma, e parimenti dall’art. 5 A.E.C Commercio sesto comma, l’Agente ha diritto alla provvigione anche sugli affari “proposti” prima della cessazione ed accettati (e pertanto eseguiti) dopo tale date, senza limiti temporali. Pertanto se l’Agente durante il rapporto ha raccolto o formulato una proposta contrattuale e la stessa è stata accettata ed eseguita dalla Preponente successivamente alla conclusione del contratto di Agenzia, ha sempre diritto a percepire i relativi compensi provvigionali. L’ultimo comma dell’art. 6 A.E.C.  Industria e parimenti l’art. 5 settimo comma dell’A.E.C. Commercio prevedono altresì che l’Agente abbia diritto alla provvigione per gli affari proposti e conclusi dopo lo scioglimento del contratto, se la conclusione è effetto dell’attività da lui svolta ed avvenga entro un termine ragionevole dalla conclusione del rapporto, quantificati in sei mesi. Siamo di fronte ad una terza ipotesi, diversa dalle due precedenti, che si riferisce a trattive in essere alla conclusione del rapporto che non si sono ancora concretizzate in proposta alla data di cessazione, ma che si concludono successivamente a tale dara: se la conclusione è riferibile all’attività dell’Agente e l’affare si conclude in un tempo ragionevole, l’Agente ha diritto alla provvigione. A tal fine corre l’obbligo all’Agente di relazionare al termine del rapporto la Preponente delle trattative intraprese ma non ancora concluse a causa dello scioglimento del rapporto.