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CONTRIBUTI AGEVOLATI PER I GIOVANI AGENTI

Nel 2016 avanzo di gestione a quota 119 milioni (+11%) Positivo il dato della gestione previdenziale che finanzia gli assegni.

Regime contributivo Enasarco agevolato in favore degli agenti di commercio fino a 30 anni di età. L’agevolazione è concessa a condizione che l’agente, nel triennio 2018-2020, venga iscritto per la prima volta alla Fondazione o che, se già iscritto, si veda conferire un nuovo incarico purché i prece­denti siano cessati da almeno tre anni. L’agevolazione si tra­duce sia nel dimezzamento del minimale sia nella riduzione dell’aliquota contributiva (fino al 10%), in misura progressiva­mente maggiore nel secondo e terzo anno successivo alla pri­ma iscrizione o ripresa dell’atti­vità, con l’intento specifico di assicurare la fìdelizzazione del­l’agente e garantire la perma­nenza nella professione. La mi­sura è in attesa del via libera da parte dei ministeri vigilanti. Un altro aspetto è il dimezzamento del minimale contributivo, al fi­ne di salvaguardare quegli iscritti che, avendo avviato o ri­preso l’attività e dovendo anco­ra inserirsi appieno nel conte­sto lavorativo, producano provvigioni in misura ridotta.

L’inserimento al lavoro

Si tratta di un modo per inseri­re i giovani nella professione, un tema molto sentito dalla nuova amministrazione della Cassa. Stante anche che i nu­meri dimostrano un calo dal 7 al 6% della quota di chi ha me­no di 30 anni tra il 2008 e il 2016 mentre la flessione è più rile­vante nella classe fino a 40 an­ni, scesa da una quota del 33% nel 2008 al 24% del 2016.

«Sono pochi i ragazzi che rie­scono a entrare stabilmente nel mondo del lavoro - sottolinea il presidente di Fondazione Enasarco Gianroberto Costa - e per questo vogliamo in primo luogo facilitare l’ingresso e la permanenza delle giovani ge­nerazioni in questa professio­ne. E, di conseguenza, stimolare le stesse aziende ad aumentare il ricorso ai contratti di agen­zia». Il “vantaggio” previden­ziale degli agenti (ovviamente non dipendenti e che possono fruire delle prestazioni Enasarco) si somma a quello tributario. Infatti, mentre il regime e dei cosiddetti “minimi” è ad esauri­mento, molti agenti di commer­cio - giovani in primis che a ini­zio attività fruiscono di redditi contenuti - fino a 30 mila euro di ricavi possono entrare nel regi­me forfettario con il vantaggio di una tassazione di favore del 15% costituita da una "sostituti­va” che assorbe Irpef, Irap e le addizionali comunali e regionali. Sostituiva che si ferma al 5% per il primo triennio di attività a partire dal 2016.

Per quel che riguarda, inve­ce, i conti di Fondazione Enasarco, il bilancio consun­tivo 2016 si è chiuso con un avanzo economico pari a 119 milioni di euro. È un dato che fa registrare una crescita ri­spetto al 2015 di 12 milioni (+11%) con l’avanzo 2016 già diminuito dei 7 milioni che co­stituiscono la somma destina­ta preventivamente al fondo Firr, il trattamento di fine rap­porto degli iscritti. Positivi i risultati conseguiti nella ge­stione istituzionale che evi­denzia complessivamente un saldo positivo di 138,3 milioni di euro, a fronte dell’avanzo di 86,6 milioni del 2015.

Il risultato più significativo, però, è rappresentato dal saldo positivo della gestione previ­denziale (43 milioni), con entra­te previdenziali che finanziano la spesa per prestazioni. Perse­guendo il generale principio dell’economicità, le spese di funzionamento sono rimaste sostanzialmente invariate e so­no totalmente coperte dal saldo della gestione istituzionale, con un avanzo operativo di 99,3 mi­lioni contro i 47 milioni del 2015. «Dobbiamo però sottolineare - spiega il presidente Costa - che i risparmi realizzati non hanno intaccato l’efficacia dei servizi all’utenza, comunque migliora­ti, come dimostrano i nuovi ser­vizi disponibili nell’area riser­vata in Enasarco». Anche nel­l’ambito della gestione del pa­trimonio i risultati sono positivi. I proventi finanziari lordi sono passati dai 61 milioni del 2015 agli oltre 73 milioni del 2016 e il patrimonio liquido è passato dal +5% del 2011 al +35,5% del 2016, mentre il valore com­plessivo del patrimonio della Fondazione espresso al fair value è cresciuto di oltre il 9,6% ri­spetto al 2012.

Sul fronte della gestione delle dismissioni immobiliari, nel 2016 sono state dismesse 1.083 unità per un valore di bilancio pari a circa 136 milioni di euro, mentre la plusvalenza realizzata sulle vendite è pari a 28 milioni.

La modernizzazione

«La Fondazione Enasarco sta attraversando la più rilevante e decisiva fase di modernizzazio­ne e riorganizzazione dalla sua nascita. La nuova governance - spiega il presidente di Enasarco - standoforma a un’ente sicu­ramente più vicino ai bisogni degli iscritti ma anche all’eco­nomia reale, per contribuire al­la crescita di un Paese che deve rimettere in moto i redditi e i consumi». E se i consumi flettono ciò si riflette sui numeri della categoria, scesa di oltre 20 mila unità tra il 2012 e il 2016 ma con contributi dichiarati nell’ulti­mo anno per 960,4 milioni (era­no stati 909,7 nel 2015) in cresci­ta grazie anche al progressivo aumento dell’aliquota ora al 15,55 per cento.

«E proprio per sostenere l’economia reale, e indiretta­mente il nostro lavoro, che - spiega Costa - stiamo inve­stendo sulle Pmi italiane che hanno chance di diventare protagoniste del mercato e che garantiscono congrui ritorni sull’investimento ai nostri iscritti, ai quali dobbiamo ga­rantire la copertura pensioni­stica per cinquanta anni». A oggi ammontano a 700 milioni gli investimenti che la Fondazione detiene in quote di fondi di private equity, infrastruttu­rali e private debt, cui si ag­giungono 200 milioni di inve­stimenti nel private equity de­stinati a 15 aziende italiane che operano in differenti settori.
 

 Fonte: "Il sole 24 ore Focus" del 25/09/17