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CONFCOMMERCIO: UN CONTRATTO CON IL GOVERNO

Nei giorni scorsi si è svolto a Roma, presso l’Auditorium di Via Conciliazione l’Assemblea Nazionale 2018 di Confcommercio Imprese per l’Italia alla quale ero presente con una nutrita delegazione di nostri associati.

Mai come quest’anno l’Assemblea è stata particolarmente partecipata (l’Auditorium era pieno con persone in piedi), segno evidente che la Confcommercio continua a crescere d’importanza ed ottiene consenso tra i propri associati.

La relazione del Presidente Carlo Sangalli è stata, ancora una volta, coerente, incisiva e piena di proposte per un settore, quale il terziario, che continua a crescere anno dopo anno divenendo sempre più una colonna portante della nostra economia nazionale.

Nel suo intervento Sangalli ha dichiarato il no deciso della Confcommercio all’aumento dell’IVA ed alle clausole di salvaguardia ed ha manifestato apprezzamento per il contratto che ha permesso alla Lega ed ai 5 Stelle di formare un nuovo Governo presieduto da Giuseppe Conte. Sangalli, però, in sede Assembleare ha rilanciato con un contratto della Confcommercio col Governo, un “contratto per la crescita” che fonda le sue radici in tre punti: lavoro, tasse, infrastrutture e innovazione.

Presente ai lavori della Confcommercio il neo Ministro dello Sviluppo Economico Luigi Di Maio che in modo chiaro e diretto ha cercato di dare alcuni punti di riferimento sui quali l’azione di Governo si muoverà in un modo veloce ed efficiente. Luigi Di Maio ha assicurato che l’IVA non aumenterà, che per far crescere l’economia occorre snellire la burocrazia eliminando le troppe leggi che l’Italia possiede, facendo così in modo che le imprese possano lavorare in pace.

Quello che maggiormente mi ha colpito è il passaggio in cui il neo Ministro dell’Economia ha preannunciato la futura sparizione del Redditometro, dello Spesometro, degli studi di settore, dello split payment, una proposta che vuole spostare l’onere della prova dal cittadino allo Stato, cosa condivisibile, ma sarà poi veramente fattibile? Me lo auguro e ce lo auguriamo tutti.

Le premesse perciò perchè in Italia cambi qualcosa ci sono tutte, speriamo che dalle belle parole si passi ai fatti veri, concreti, reali, così come siamo noi operatori del terziario che ogni mattina dobbiamo rendere conto di quanto impegno dobbiamo mettere per far andare avanti le nostre aziende.   

 

Presidente Unione Commercianti Piacenza
Raffaele Chiappa