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PIU' MONETA ELETTRONICA...SOLO SE DIMINUISCONO I COSTI

Quello che stiamo attraversando è un momento particolarmente fluido ed in continua evoluzione. La modernizzazione avanza in modo prepotente e coinvolge tutti i settori e tutte le categorie economiche, chi più chi meno.Il terziario che noi rappresentiamo certamente è un protagonista dell’evoluzione e dell’innovazione, ma ne è anche soggetto passivo che dalla modernizzazione deve poterne trarre giovamento e non esserne penalizzato.Proprio parlando della modernizzazione anche il commercio in questi ultimi tempi sta subendo alcune innovazioni molto incisive e, una di queste riguarda la modernizzazione del sistema dei pagamenti nel nostro Paese.Tale modernizzazione tocca moltissimo le nostre imprese e passa certamente attraverso la maggiore diffusione della moneta elettronica.

Urge però fare una prima riflessione sull’argomento: la maggior diffusione della moneta elettronica non può essere perseguita puntando quasi esclusivamente sul sistema sanzionatorio! La comodità di utilizzare le carte di credito oppure il bancomat si scontra con due elementi incidenti: il primo è l’anzianità dei consumatori che non sanno utilizzare tali strumenti innovativi.La seconda riguarda, invece, il costo attuale delle commissioni bancarie che le imprese devono sopportare e che, a nostro parere ed a parere della Confcommercio sono ancora troppo elevate, soprattutto quando si tratta di utilizzare la moneta elettronica per pagamenti di piccoli importi.Infatti, quello che la nostra Associazione sta tentando di fare è far comprendere agli Istituti di credito che in caso di piccoli importi le spese di commissione assorbono, molto spesso, i margini di profitto degli imprenditori.Quindi, quella dei costi è un elemento che incide ancora molto sulla crescita dell’utilizzo della moneta elettronica, sia sulla installazione e gestione dei POS, che soprattutto sul denaro che transita. Da sfatare, inoltre, il luogo comune che pone l’Italia fanalino di coda per il numero dei POS installati in quanto i dati concreti vedono da noi 2 milioni di POS contro il 1.5 milioni della Francia ad 1.2 milioni della Germania, nonostante da noi i costi delle transazioni siano elevati.Ecco allora la volontà della Confcommercio nazionale di sensibilizzare il mondo bancario ed il Governo affinché alleggeriscano i costi delle transazioni, soprattutto ai piccoli negozi, ai negozi di vicinato che altrimenti rischiano di vedersi erodere completamente il loro margine sulle vendite dai costi della transazione.

A tal proposito Unione Commercianti Piacenza per andare incontro alle numerose richieste pervenute dai commercianti, ha stipulato vantaggiose convenzioni sull’utilizzo dei P.O.S. sottoscritte con i principali Istituti di Credito. Le condizioni preferenziali sono riservate agli associati e riguardano in particolare: spese di installazione gratuite, canone di locazione mensile per modello standard nessuno, commissioni sul transato PagoBancomat 0,30%, commissioni per singola operazione nessuna, commissioni sul transato carte di credito 0,9%. Le Banche che ad oggi hanno aderito alla convenzione con Unione Commercianti Piacenza sono Banca di Piacenza e Crèdite Agricole. Per avere maggiori informazioni e conoscere i dettagli delle convenzioni P.O.S., i nostri uffici sono a disposizione telefonando al numero 0523-461811.

Nel frattempo, è doveroso ricordare che non ci sono ancora le sanzioni, ma rimangono in vigore gli obblighi di accettazione di carte di credito o di bancomat come previsto nella legge di stabilità del 2016.

 

Presidente Unione Commercianti Piacenza
Raffaele chiappa