L’ultimo rapporto dell’Osservatorio Confcommercio Energia (OCEN) fotografa un’economia del terziario ancora sotto scacco. Nonostante un’illusoria tregua nella prima parte del 2025, la nuova risalita dei prezzi a fine anno ha mantenuto i costi energetici per le imprese su livelli ampiamente superiori a quelli pre-pandemici.
In media, nel 2025, la bolletta elettrica del terziario è risultata più alta del 28,8% rispetto al 2019, mentre per il gas l’incremento è stato del 70,4%.
Il Paradosso del 2025: tra cali iniziali e nuove risalite
Il 2025 è stato un anno caratterizzato da una forte erraticità dei prezzi. Nei primi cinque mesi, il mercato ha beneficiato di una netta flessione (gas -28% e luce -36%). Tuttavia, tra maggio e dicembre si è innescato un processo di “disaccoppiamento inverso”: mentre il prezzo del gas scendeva del 17-19%, il Prezzo Unico Nazionale (PUN) dell’elettricità aumentava del 26%.
Le cause principali di questa anomalia elettrica sono state:
• Crollo delle Rinnovabili: La quota di energia prodotta da fonti verdi è scesa dal 61,7% di maggio al 23,5% di dicembre, obbligando il sistema a ricorrere a impianti termoelettrici più costosi.
• Certificati CO2: Il rialzo dei prezzi dei permessi di emissione ha fornito un ulteriore impulso al rialzo.
• Oneri di Sistema: Il ripristino di questi oneri nel quarto trimestre 2025 ha fatto lievitare le bollette elettriche del 21% rispetto al trimestre precedente.
L’impatto economico: la spesa per settore
Il confronto tra l’ultimo trimestre del 2025 e lo stesso periodo del 2019 evidenzia rincari strutturali pesanti: +38,9% per l’elettricità e +52,6% per il gas. Di seguito, la stima della spesa media mensile (somma di luce e gas) che le nostre imprese hanno dovuto sostenere a fine 2025:
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Settore
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Spesa Media Mensile (Euro)
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|---|---|
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Alberghi di medie dimensioni
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9.117
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Grandi superfici di vendita
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5.979
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Alberghi di piccole dimensioni
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5.263
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Negozi alimentari
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2.334
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Ristoranti
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2.083
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Bar
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1.009
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Negozi non alimentari
|
855
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Nonostante gli sforzi virtuosi di risparmio energetico messi in atto dalle imprese (i consumi di gas dei settori OCEN sono scesi del 25% tra il 2021 e il 2025), la spesa complessiva resta un freno alla competitività.
L’Anomalia Italiana nel contesto Europeo
Il rapporto sottolinea come l’Italia continui a scontare un gap di competitività drammatico. Nel 2025, il prezzo medio dell’energia elettrica all’ingrosso in Italia è stato superiore del 79,6% rispetto alla Francia e del 78,7% rispetto alla Spagna. Tra il 2019 e il 2025, i prezzi in Italia sono aumentati del 122%, una crescita tripla rispetto a quella spagnola (+36%).
Carburanti: Novità e Riallineamenti nel 2026
Dal 1° gennaio 2026 è entrato in vigore il riallineamento delle accise:
- Benzina: Beneficia di una riduzione complessiva di 4,5 centesimi al litro, con prezzi alla pompa attesi intorno a 1,60 €/litro.
- Gasolio: Subisce un aumento di 4,5 centesimi, portando il prezzo verso 1,68 €/litro e azzerando lo storico differenziale fiscale con la benzina.

Le richieste di Confcommercio al Governo
In una lettera ufficiale inviata al Ministro Gilberto Pichetto Fratin, Confcommercio ha sollecitato interventi urgenti per proteggere le PMI:
- Misure Strutturali sugli Oneri: Rendere permanenti le riduzioni degli oneri generali di sistema, che pesano oggi per quasi il 20% della bolletta.
- Riforma del Mercato Elettrico: Avviare il disaccoppiamento del prezzo dell’elettricità da quello del gas per garantire stabilità.
- Sostegno alla Transizione: Rafforzare il Conto Termico e facilitare l’accesso ai meccanismi di Energy Release per promuovere l’autoproduzione energetica.
Confcommercio Piacenza è a disposizione dei soci per l’analisi delle fatture e per supportarli nella scelta delle offerte più convenienti sul mercato libero:
0523 461811 – email: sindacale@unionecommerciantipc.it


