
Bar, ristoranti e negozi di Piacenza e provincia possono avere personale extra nei giorni critici grazie al contratto di prestazione occasionale INPS, uno strumento regolare pensato proprio per il lavoro saltuario.
A dicembre succede sempre la stessa cosa: il tuo locale si riempie e i clienti in attesa si accumulano. Alcuni dipendenti si ammalano, qualcun altro chiede un cambio di turno all’ultimo a causa di un’emergenza. Per fronteggiare tutte queste situazioni ti dividi tra cassa, sala e telefono, che continua a squillare.
A questo punto ti viene un’idea: per gestire l’emergenza chiedi alla tua compagna di occuparti della cassa, metti tuo cugino in sala e chiedi a un amico di stare al telefono per segnare le prenotazioni.
Pattuisci con loro che chi “viene a dare una mano” per una serata verrà pagato in contanti.
Quel pensiero “tanto è solo per oggi”, però, è lavoro in nero. Se capita un controllo, rischi multe pesanti proprio nel periodo in cui il locale dovrebbe fare cassa, non gestire problemi e sanzioni.
Per gestire queste situazioni esiste uno strumento preciso, previsto dalla legge e gestito da INPS: il contratto di prestazione occasionale (PrestO).
Il contratto di prestazione occasionale è un tipo di contratto che permette a un’attività di chiamare personale disponibile a lavorare ogni tanto e per poche ore, con regole più semplici rispetto a un’assunzione normale, ma sempre nel pieno rispetto della legge.
In pratica è pensato per coprire lavoro sporadico e saltuario, non per riempire i turni di tutti i giorni dell’anno. La norma parla infatti di “prestazioni di lavoro occasionale o saltuario, con modalità semplificate e entro limiti precisi di importo”.
Nel linguaggio INPS:
l’utilizzatore è chi “usa” la prestazione, cioè l’azienda, il professionista, il bar, il ristorante, il negozio;
il prestatore è la persona che viene chiamata a lavorare in modo occasionale (lo studente, il disoccupato, il pensionato, ecc.).
Possono usare il contratto di prestazione occasionale:
imprenditori e professionisti;
bar, ristoranti, pub e pizzerie;
negozi e attività commerciali;
aziende alberghiere e strutture del turismo.
Tutto si gestisce online, tramite la piattaforma INPS: qui si registrano utilizzatore e prestatore e si inseriscono, prima che l’orario di lavoro inizi, i dati delle singole prestazioni.
I contratti di prestazione occasionale (PrestO) sono uno strumento previsto dalla normativa per i casi in cui la prestazione è davvero occasionale e di piccola entità, con limiti economici annui ben precisi.
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Una volta capito di cosa si tratta, la domanda successiva è sempre la stessa: “Ok, ma quanto spendo? Quante ore devo garantire al lavoratore?”
Partiamo dalle basi.
La legge che regola i contratti di prestazione occasionale è molto chiara:
il compenso minimo orario per il prestatore è 9 euro netti (escluso il settore agricolo, che segue regole diverse);
ogni giornata lavorativa non può essere pagata meno di 36 euro, cifra che corrisponde a 4 ore di lavoro.
Questo significa che:
ogni volta che attivi una prestazione, il minimo è di 4 ore pagate;
anche se la persona lavora 3 ore, l’inserimento vale comunque 36 euro netti;
Sul compenso del lavoratore si sommano, a carico dell’utilizzatore:
contributi alla Gestione separata INPS (33% del compenso);
premio INAIL (3,5% del compenso);
oneri di gestione (1% sui versamenti complessivi).
Con le aliquote attuali, su una paga minima di 9,00 euro netti all’ora, il costo orario complessivo per l’azienda è:
9,00 € al lavoratore;
2,97 € di contributi INPS;
0,32 € di premio INAIL;
0,12 € di oneri di gestione.
Totale: 12,41 € per ogni ora di lavoro. Questo vuol dire che, per ogni ora di lavoro l’impresa verserà 12,41€, già comprensivi dei 9€ da destinare al lavoratore.
Il calcolo è molto semplice:
36,00 € netti al prestatore (4 ore × 9,00 €);
13,64 € tra contributi e oneri (4 × 3,41 €);
per un totale di 49,64 €.
Quindi, per chiamare una persona con prestazione occasionale per il minimo di 4 ore, l’azienda spende 49,64 € . Di questi il lavoratore percepisce 36 € netti.
Se decidi di riconoscere una paga oraria più alta (es. 10 € netti l’ora invece di 9), il costo complessivo sale in proporzione, ma non può mai scendere sotto la soglia indicata dei 9€/ora.
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Per un bar, un ristorante o un negozio di Piacenza e provincia, i “picchi di lavoro” non sono parole astratte. Hanno delle caratteristiche ben specifiche:
i weekend con le vie del centro piene di gente;
le cene aziendali concentrate in poche serate;
gli aperitivi di auguri con il locale pieno dalle 18 alle 23;
le aperture serali straordinarie dei negozi nel periodo di Natale;
i giorni in cui il bancone destinato ai pacchi regalo non si ferma un secondo.
In situazioni del genere il contratto di prestazione occasionale può servire per:
aggiungere un cameriere solo nelle sere delle cene affollate e aziendali;
avere una persona in più al bancone o ai tavoli nelle serate più pesanti;
avere una persona al confezionamento dei regali quando il flusso clienti raddoppia;
rinforzare il team del mattino per le colazioni o per sistemazione merce e magazzino.
Ci sono dei limiti di utilizzo? Sì e sono da tenere in considerazione.
Sempre rispettando i limiti economici annui, riferiti all’anno solare in cui si svolge la prestazione:
ogni prestatore, sommati di tutti gli utilizzatori, può percepire fino a un massimo di 5.000 € netti;
ogni utilizzatore, sommati di tutti i prestatori, può utilizzare il contratto di prestazioni occasionali fino al tetto massimo di 10.000 € netti;
tra lo stesso utilizzatore e lo stesso prestatore ci può essere una collaborazione che arriva fino a un massimo di 2.500 € netti.
Questi tetti servono a garantire che il rapporto resti occasionale, non un lavoro continuativo “mascherato”.
Dalla teoria passiamo poi alla pratica, la parte che spesso scoraggia: la procedura di registrazione dell’azienda e dei lavoratori.
Per usare correttamente il contratto di prestazione occasionale bisogna:
registrare l’azienda (utilizzatore) e il lavoratore (prestatore) sul portale INPS dedicato;
caricare in anticipo le somme che serviranno a pagare le prestazioni;
comunicare all’INPS, almeno un’ora prima dell’inizio del lavoro, i dati del prestatore, il luogo, data e orario della prestazione e il compenso pattuito.
Per un titolare già sballottolato tra orari di lavoro, personale, fornitori e clienti, questa parte rischia di diventare l’ennesima incombenza.
Possiamo occuparcene noi:
verifichiamo se, nel tuo caso concreto, il contratto di prestazione occasionale è utilizzabile e conveniente;
ti aiutiamo a prevedere di che budget avrai bisogno per dicembre (in base a quante persone, quante giornate e quanto ti costa);
gestiamo la registrazione sul portale INPS e l’inserimento delle prestazioni quando ti servono.
Tu organizzi gli orari di lavoro in base alle tue necessità, noi ci occupiamo di far funzionare correttamente la parte INPS.
Queste informazioni sono generali e non sostituiscono il parere di una consulenza personalizzata: la possibilità di usare il contratto di prestazione occasionale dipende dal tipo di attività, dal numero di dipendenti, dai carichi di lavoro e da eventuali rapporti precedenti con gli stessi lavoratori.
Se gestisci un bar, un ristorante, un negozio o una struttura ricettiva a Piacenza e provincia e temi di non avere abbastanza personale per le feste, scrivici o chiamaci.
Valutiamo insieme, tramite una consulenza gratuita, se il contratto di prestazione occasionale è adatto alla tua situazione e, se lo è, ti aiutiamo a gestire le prestazioni quando servono davvero, non all’ultimo minuto con il “cugino in nero”.
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