Dal pieno dell’auto al riscaldamento di casa, fino ai costi sostenuti da bar, ristoranti, negozi e alberghi. L’estensione del sistema europeo di scambio delle quote di emissione di CO₂ rischia di avere effetti concreti sulla vita quotidiana di famiglie e imprese. A mettere in evidenza il possibile impatto economico è il nuovo rapporto realizzato dal Cer per Confcommercio, presentato nei giorni scorsi a Roma.
Il tema riguarda il cosiddetto sistema ETS, cioè il mercato europeo delle emissioni. In pratica, le aziende che producono emissioni di anidride carbonica devono acquistare quote per poter continuare a operare. Un meccanismo nato con l’obiettivo di incentivare la riduzione delle emissioni e accelerare la transizione ecologica.
Finora il sistema ha interessato soprattutto grandi industrie e produzione energetica, ma dal 2028 entrerà in vigore anche l’ETS2, che coinvolgerà trasporto su strada ed edifici residenziali e commerciali. Ed è qui che, secondo il rapporto, potrebbero arrivare i rincari più pesanti.
Per quanto riguarda i carburanti, le stime parlano di un possibile aumento del diesel superiore al 17% e della benzina oltre il 14% nello scenario peggiore. Tradotto: fino a circa 355 euro in più all’anno per chi utilizza un’auto diesel e circa 250 euro per una vettura a benzina.
Un tema particolarmente delicato anche per un territorio come quello piacentino, dove il trasporto su gomma, la logistica e gli spostamenti quotidiani rappresentano una componente fondamentale dell’economia locale. Il rapporto evidenzia infatti che gli extracosti potrebbero superare gli 11mila euro annui per i mezzi pesanti dell’autotrasporto, mentre per autobus turistici e pullman gran turismo si potrebbero registrare aumenti superiori ai 7mila euro l’anno.
Non meno significativo l’impatto previsto sulle abitazioni e sulle attività commerciali. L’aumento del costo delle emissioni legate al gas naturale potrebbe comportare per le famiglie una spesa aggiuntiva fino a 128 euro all’anno in media, con valori ancora più elevati nel Nord Italia.
Per le attività del terziario gli incrementi stimati sarebbero ancora più consistenti: fino a circa 400 euro annui per un bar, oltre 1.200 euro per un ristorante e più di 3mila euro per un albergo medio. Costi che, secondo Confcommercio, rischiano inevitabilmente di riflettersi anche sui prezzi finali pagati dai consumatori.
Nel rapporto viene analizzato anche il trasporto marittimo, già interessato dal sistema ETS. Secondo le stime, entro il 2028 il comparto potrebbe subire un aggravio complessivo superiore ai 700 milioni di euro, con ripercussioni sull’intera catena logistica e sui costi delle merci.
A preoccupare le associazioni di categoria è soprattutto il timore che la transizione ambientale venga scaricata in larga parte su imprese e cittadini, in una fase già caratterizzata da energia costosa e inflazione elevata.
Anche dal territorio piacentino il tema viene seguito con attenzione, soprattutto dai settori legati a commercio, turismo, pubblici esercizi e trasporto merci, che già negli ultimi anni hanno dovuto fare i conti con forti aumenti energetici. Il nodo, secondo molte associazioni imprenditoriali, sarà trovare un equilibrio tra sostenibilità ambientale e sostenibilità economica, evitando che gli obiettivi europei si traducano in nuovi pesi difficili da assorbire per famiglie e imprese.





