Entrare in un negozio, attendere il proprio turno o semplicemente chiedere un’informazione sono azioni che scandiscono la nostra normalità, eppure per qualcuno questi stessi gesti possono rivelarsi difficili o addirittura impossibili. È proprio tra gli scaffali dei negozi, nei servizi e nelle relazioni di ogni giorno che si gioca la vera sfida dell’inclusione, trasformando la vita quotidiana in un’esperienza realmente condivisa. Da questa premessa nasce “La bottega accanto”, un progetto ambizioso che verrà presentato ufficialmente giovedì 23 aprile alle ore 16:00 presso il Teatro Filodrammatici di Piacenza. L’iniziativa non vuole fermarsi alle parole, ma mira a costruire contesti concreti dove le persone possano orientarsi, sentirsi accolte e parte integrante della comunità cittadina.
Il convegno segna l’inizio di un percorso profondo che vede già protagonisti cinquanta commercianti piacentini pronti a mettersi in gioco per trasformare le proprie competenze in pratiche di accoglienza reale. Promosso da Confcommercio Piacenza, Fipe e Fondazione “La casa accanto”, con il sostegno del Comune e dell’Ausl, l’evento vedrà l’apertura dei lavori con i saluti di Raffaele Chiappa, presidente di Confcommercio, e dell’assessore al welfare Nicoletta Corvi. Il cuore del dibattito, coordinato dal giornalista del Corriere della Sera Giangiacomo Schiavi, ospiterà voci autorevoli come quella di Alberto Vanolo, autore de “La città autistica”, e Fabrizio Acanfora, scrittore e divulgatore esperto di neurodiversità. A portare la prospettiva del territorio saranno invece Nadia Rossi, coordinatrice della Fondazione “La casa accanto”, ed Eleonora Corsalini, direttore delle attività socio-sanitarie dell’Ausl di Piacenza.
L’impegno di Confcommercio non è solo economico ma profondamente sociale, dettato dalla volontà di supportare le circa 2000 persone con autismo e le loro famiglie che vivono nel territorio piacentino, spesso in condizioni di isolamento. Per questo motivo, l’associazione ha deciso di finanziare interamente una formazione gratuita che offrirà ai commercianti strumenti pratici e “pillole comportamentali” per gestire al meglio l’incontro con l’utenza neurodivergente nei luoghi di lavoro. Al termine di questo processo formativo, ogni attività aderente esporrà una vetrofania identificativa, un segno visibile che permetterà ai cittadini di riconoscere immediatamente quegli spazi come luoghi preparati, consapevoli e realmente accessibili.
Questo progetto non è destinato a rimanere un evento isolato, ma vuole essere la solida base di partenza per una crescita culturale che coinvolga l’intero tessuto sociale e commerciale della città. L’obiettivo a lungo termine è che l’attenzione verso la diversità diventi una pratica normale e spontanea, capace di generare connessioni efficaci tra servizi, botteghe e cittadini. Tutta la cittadinanza è invitata a partecipare a questo momento di confronto tra chi studia, chi lavora nei servizi e chi, ogni giorno, sceglie di fare la differenza attraverso il valore umano dell’accoglienza.



