È stato recentemente pubblicato in Gazzetta Ufficiale (n. 91 del 20 aprile 2026) il Decreto del Ministero del Turismo del 16 marzo 2026, un provvedimento di grande rilievo per le imprese del settore turistico, incluse le realtà del territorio piacentino che mirano a fare un salto di qualità in termini di innovazione e sostenibilità.
Il decreto stanzia complessivamente 109 milioni di euro per sostenere investimenti privati volti a potenziare l’offerta turistica nazionale, con un focus specifico sulla digitalizzazione, la sostenibilità ambientale (ESG) e la destagionalizzazione dei flussi.
Le agevolazioni sono rivolte agli operatori economici del settore turistico identificati da specifici codici ATECO. Tra i requisiti principali, le imprese devono essere regolarmente iscritte al registro delle imprese e risultare attive, essere in regola con gli obblighi contributivi, fiscali e assicurativi e non trovarsi in stato di difficoltà o in liquidazione.
Interessante per il tessuto economico locale è la possibilità di presentare domande in forma aggregata tramite contratti di rete (fino a un massimo di 5 imprese), favorendo così la cooperazione tra piccole realtà che vogliono realizzare progetti di ampio respiro. Inoltre, possono accedere alle agevolazioni anche i proprietari delle strutture, previo consenso dei gestori.
Il decreto copre un ampio spettro di interventi, con progetti che devono avere un valore compreso tra 1 milione e 15 milioni di euro. Tra le spese ammissibili figurano la riqualificazione energetica con interventi su involucro edilizio, serramenti, impianti di climatizzazione e installazione di fonti rinnovabili come pannelli fotovoltaici e pompe di calore, la digitalizzazione con l’installazione di apparecchiature per l’intelligenza artificiale, il cablaggio strutturato e sistemi di automazione per la gestione degli edifici. Infine sono previsti servizi e infrastrutture innovative come riqualificazione di piscine, impianti termali, wellness e centri congressi, oltre a interventi per migliorare l’accessibilità.
Infine possono essere finanziati asset intangibili come acquisto di programmi informatici, brevetti e licenze volti alla sostenibilità e alla riduzione della stagionalità.
Le agevolazioni combinano due forme di supporto. Il primo è un contributo a fondo perduto: fino al 30% delle spese ammissibili, con un tetto massimo di 4,5 milioni di euro. Il secondo un finanziamento agevolato fino al 70% delle spese, con una durata massima di 5 anni e un tasso d’interesse pari al 20% del tasso di riferimento UE.
Per le PMI, sono inoltre ammissibili le spese di consulenza connesse agli interventi, nel limite del 4% dell’importo complessivo del progetto.
Le domande dovranno essere presentate esclusivamente online tramite una piattaforma informatica dedicata gestita da Invitalia, che agirà come soggetto gestore. Le modalità operative e le date di apertura degli sportelli saranno definite da un apposito avviso ministeriale da emanarsi entro 30 giorni dalla pubblicazione del decreto.
È fondamentale notare che gli investimenti devono essere conclusi entro 18 mesi dalla concessione e, in ogni caso, non oltre il 30 settembre 2028. La valutazione avverrà tramite una procedura selettiva basata su graduatoria, che terrà conto anche di elementi premiali come il rating di legalità o la certificazione della parità di genere.



