L’Ufficio Studi Confcommercio, in una nota, sottolinea come le vendite al dettaglio mostrino qualche segnale di ripresa, anche se il clima resta segnato da preoccupazione e incertezza. I dati di marzo confermano infatti che, nonostante i timori legati al contesto internazionale ed economico, il sistema economico continua a evidenziare elementi di dinamismo, già emersi nella parte finale del 2025. Da diversi mesi i volumi di acquisto delle famiglie risultano in graduale recupero, pur con andamenti non sempre lineari, e i miglioramenti sembrano coinvolgere differenti canali distributivi.
Anche gli indicatori relativi ad aprile contribuiscono a delineare un quadro meno negativo del previsto: le vendite di auto continuano a mantenersi positive, la percezione del reddito familiare non appare peggiorata, l’indice PMI manifatturiero mostra segnali di miglioramento e il turismo continua a registrare una buona vivacità. Al momento, quindi, gli effetti più pesanti ipotizzati in relazione al conflitto in Medio Oriente non si sono ancora concretizzati.
Resta però evidente che i moderati segnali di recupero dei consumi non bastano a colmare le perdite accumulate dal commercio al dettaglio negli ultimi anni, soprattutto per le attività di minori dimensioni. Allo stesso tempo, permangono forti incognite per la seconda parte dell’anno. Il rischio principale riguarda una possibile nuova accelerazione dell’inflazione, con rincari che dall’energia potrebbero estendersi ad altre filiere produttive. Uno scenario che potrebbe trasformare le attuali preoccupazioni delle famiglie in comportamenti di maggiore prudenza nei consumi.



